Le interviste di giurally: Paolo Bendinelli, guru degli obsoleti Made in Italy 1/24

giurally ha il piacere di inaugurare le interviste scambiando quattro chiacchiere con un pilastro del settore. Paolo Bendinelli: classe ‘69, istruttore di MTB, pilota di monoposto, kart e moto, con cui nel 1998 ha vinto il campionato italiano drag racing.

Fra le tante passioni, una su tutte: il collezionismo di automodelli, rigorosamente Made in Italy e perlopiù in scala 1/24.

Ciao Paolo e benvenuto. Oggi sei un collezionista affermato, con un’esperienza pluriennale alle spalle e un curriculum invidiabile. Come nasce la tua passione per gli automodelli?

Ciao Alessandro, la mia passione nasce fin da bambino: già allora si respirava in casa la passione per le automobili, specialmente sportive. Da qui il desiderio di mettere nella mia cameretta alcuni modelli di auto da corsa, con cui giocavo sognando di diventare pilota.

Fra i regali della mia prima comunione c’erano già alcuni modellini Bburago 1/24; mi piacevano molto e presto mi sono reso conto che anche crescendo, mantenevano inalterato il loro fascino ai miei occhi.

Fra i collezionisti esiste sia una componente aggregativa, dovuta alla condivisione della stessa passione, che una rivalità, dovuta a comuni obiettivi di ricerca. In che modo vivi questa contrapposizione?

Quello che conta è il rispetto, specialmente tra persone che condividono la stessa passione. Non ho mai avuto nessun problema di questo tipo: collezionare è un gioco. Se in un primo momento la sensazione che provo quando un amico riesce a trovare un modello che non ho è di pura invidia, dopo un istante gli dico la solita frase: «Se ne trovi un’altra, sai che mi interessa…» e finisce tutto lì.

Trovare modelli è il valore aggiunto per il collezionista sempre impegnato nella ricerca; solo una volta scovato il pezzo ambito potrà finalmente gioire, e ancora di più se a un prezzo giusto.

La tua collezione vanta più di 2000 modelli. Fra rarità, pezzi unici e varianti di colore, qual è quello a cui sei più affezionato?​

Onestamente, ce ne sono molti a cui sono parecchio affezionato, a partire dalla Lancia Stratos Brunik di Cristina Bertone con la quale ho instaurato una bellissima amicizia. I

nsieme all’altra Stratos Brunik dei fratelli Francone, anche la Stratos Astigiana Corse consegnatami da Luca Filippi, nipote di Andrea Betti (sia le Brunik che le Astigiana Corse sono serie speciali realizzate su base Bburago dalle squadre corse e distribuite in forma promozionale – N.d.R.).

Ma i modelli a cui sono in assoluto più affezionato sono quelli modificati e realizzati sulla base di altri obsoleti dal mio caro amico Sergio Gheller.

Oltre a essere uno dei collezionisti di modelli in scala 1/24 più conosciuto e apprezzato, sei anche un grande appassionato di motori. Qual è l’auto a cui sei più legato?

L’auto che più di ogni altra mi è rimasta nel cuore è stata una Subaru Impreza STi Petter Solberg Edition. Si tratta di un’edizione limitata a 200 esemplari, realizzata per celebrare la vittoria del campionato del mondo rally da parte del pilota norvegese. Il “mostro” era equipaggiato con un 2.0 boxer turbo da 265 cavalli, che venivano scaricati a terra su tutte e quattro le ruote motrici.

Rispetto alla versione tradizionale, la Petter Solberg era dotata di un differenziale centrale elettronico a controllo manuale o automatico, in grado di distribuire la coppia motrice in modo più preciso tra i due assi. Anche gli ammortizzatori erano stati rivisti dai tecnici della Prodrive. La mia poi, era stata preparata e al banco sviluppava un centinaio di cavalli in più.

Il mio sogno più grande è quello di creare un Museo dell’Automodello, un posto in cui custodire e tramandare la conoscenza su tutte le versioni esistite della nostra passione: le miniature di automobili.

AutoModelli 1/24 è stato il frutto di un lavoro decennale ed è oggi una delle pietre miliari del collezionismo Made in Italy. Come nasce l’idea di scrivere questo libro?

L’idea nasce dalla carenza di informazioni per questa scala, un po’ derisa e bistrattata dai collezionisti di automodelli 1/43, che storicamente è sempre stata considerata la “scala principe” del modellismo.

Sulle 1/24, invece, vi erano poche informazioni. Si riusciva ad apprendere qualcosa dai cataloghi, ma quali erano le varianti colore? Esistevano promozionali o serie speciali?

Attraverso i libri di Paolo Rampini, noto collezionista italiano, ho potuto scoprire qualcosa in più grazie alle molte versioni di automodelli da lui pubblicate e mai viste sui cataloghi; di specifico su questa scala, però, c’era veramente poco e niente che appagasse la mia sete di conoscenza.

Parecchie sono state le difficoltà, ma ancora di più le soddisfazioni. Puoi raccontarci qualche aneddoto legato al tuo libro?

Il libro è il coronamento del mio sogno. Devo ringraziare tutti gli amici collezionisti che hanno aspettato tanto prima di poterlo sfogliare. I lavori sono iniziati nel 2008 e sono proseguiti, a varie riprese, per più di dieci anni, durante i quali non ho mai smesso di documentarmi e raccogliere varianti inedite da pubblicare.

Avevo deciso di realizzare anche 50 modellini promozionali utilizzando, come base, le Alfa Romeo 75 Bburago; dopo le prime, tuttavia, non sono più riuscito a trovare altre 75 e mi sono fermato a 34 pezzi, più un prototipo e una versione speciale dedicata a Sergio Gheller, prematuramente scomparso nel 2020.

Avevo intenzione di realizzare anche una versione “De Luxe” del mio libro, con la copertina rivestita in pelle – il settore in cui lavoro – ma l’aumento dei costi delle materie prime ha fatto lievitare anche i prezzi del libro, e alla fine ho abbandonato l’idea.

Ad oggi ho venduto più di 200 copie e sono molto soddisfatto, specialmente per gli apprezzamenti positivi di chi lo ha acquistato.

Hai accennato ai costi, qual è il prezzo di vendita del tuo libro?

Il prezzo di copertina è stato fissato a 200 euro ma può essere acquistato in offerta-lancio nelle varie mostre e mercatini sparsi per tutta Italia. Si possono inoltre sfruttare le varie promozioni che vengono effettuate richiedendo informazioni sul sito dedicato.

Il lavoro che ha portato alla realizzazione di quest’opera è stato veramente notevole: se avessi dovuto considerare, nel costo finale, le spese a livello grafico, di impaginazione e traduzione dei testi (il libro è scritto sia in italiano che in inglese) sarei andato sicuramente fuori mercato. Il mio obiettivo non è il profitto, ma la divulgazione e per questo ho cercato di restare all’interno di un prezzo il più contenuto possibile, in modo da dare al maggior numero di appassionati la possibilità di acquistare il volume.

Ci tengo a specificare poi che questo non è un libro da tenere in biblioteca “per le grandi occasioni”, l’intento con cui è stato realizzato è quello di farne una sorta di manuale da consultare ogni qual volta ci si trovi di fronte a un modello che si vorrebbe acquistare o del quale vogliamo accertare l’autenticità. È in questo senso, un amico, qualcuno con cui interagire continuamente e il cui valore viene distribuito nel tempo.

Il libro ha permesso inoltre di far nascere un rapporto diretto con chi l’ha acquistato e ha rappresentato un “trampolino di lancio” grazia al quale ho potuto scovare gli ultimi segreti nascosti a livello di varianti colori, versioni promozionali e serie speciali. Il lavoro su cui mi sto concentrando adesso è quello di raccogliere tutti questi pezzi particolari per documentarli e inserirli, appena possibile, all’interno di un’integrazione da aggiungere al libro. Si tratta quindi, di un’opera in continua evoluzione.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto e quali progetti hai in cantiere per il futuro?

Il mio sogno più grande è quello di creare un Museo dell’Automodello, un posto in cui custodire e tramandare la conoscenza su tutte le versioni esistite della nostra passione: le miniature di automobili. Nel frattempo, mi do da fare divulgando le informazioni attraverso il mio libro, che promuovo attraverso le mostre scambio e il sito: https://www.libroautomodelli124.it

Un saluto a tutti gli appassionati e non perdete il libro AutoModelli 1/24!

A cura di Alessandro Giurelli