Recreational Activity Vehicle 4-wheel drive
Recreational Activity Vehicle 4-wheel drive: in una parola RAV4. Nel 2024 compie trent’anni uno dei modelli più innovativi degli Anni Novanta. È il 1994 quando Toyota lancia quello che diventa un successo planetario, con più di 10 milioni di unità vendute attraverso cinque generazioni.
La genesi della RAV4
L’idea nasce negli Anni Ottanta e viene messa davanti agli occhi di tutti al Tokyo Motor Show del 1989. Fra la 4500GT e la Sera, spicca un veicolo compatto, che riprende lo stile con pochi fronzoli e tanta sostanza dei piccoli fuoristrada giapponesi in voga in quel periodo. I comunicati stampa parlano di una 4WD progettata per lo stile di vita attivo dei giovani che vivono in città, da cui il nome RAV Four.
Cinque anni dopo, la RAV4 – ora ribattezzata con il numero finale – viene presentata sul mercato con una nuova veste, più in linea con lo stile del nuovo decennio. Cambia la forma ma rimane intatto lo spirito del prototipo originale. Viene creato un cocktail esotico in cui sono mescolati assieme gli ingredienti più diversi: un telaio monoscocca, il pianale della Corolla, il motore e alcune componenti della Camry/Carina, le sospensioni e la trasmissione della Celica GT-Four, fresca di vittoria nel campionato del Mondo rally con Juha Kankkunen. Il risultato è un prodotto che unisce alle caratteristiche di un fuoristrada – la trazione integrale, una maggiore altezza da terra e una posizione di guida rialzata – quelle di un’auto compatta – la maneggevolezza e un ridotto consumo di carburante.
La nascita del SUV moderno
La sola motorizzazione disponibile al lancio è un 2.0 16V a benzina da 121 cavalli, accoppiata a un cambio manuale a cinque marce oppure a uno automatico a quattro velocità. A richiesta, è disponibile un differenziale autobloccante per chi punta a un impiego maggiormente off-road. Sono assenti le ridotte. La RAV4 viene apprezzata sia dal pubblico che dalla stampa e si ritaglia ben presto una sua nicchia di mercato.
Nel marzo 1995 la gamma si arricchisce di una nuova versione a passo lungo (4,1 metri contro i 3,69 dell’altra), dotata di cinque porte e di un bagagliaio più generoso: è la nascita di uno dei primi SUV moderni. A partire dal gennaio del ‘96 la vettura viene esportata anche negli Stati Uniti, che negli anni diventano il mercato di riferimento per il modello. Il successo è immediato e nel 1997 la RAV4 viene nominata automobile dell’anno dalla rivista americana Automobile Magazine.
Il ‘98 si apre con un leggero restyling: il paraurti anteriore viene modificato e le plastiche degli indicatori di direzione da arancioni diventano bianche; la disposizione delle luci dei fari posteriori viene cambiata. Anche i tessuti interni subiscono delle modifiche e viene montato un volante a tre razze. Fra gli optional, oltre a dei cerchi in lega dal nuovo disegno, appare la strumentazione digitale. La versione a tre porte è ora disponibile con una capote di tela, oltre che con il tettino rigido. La potenza sale a 129 cavalli. Per il solo mercato interno viene resa disponibile una motorizzazione 2.0 a benzina da 179 cavalli. Viene introdotta la possibilità di disinserire la trazione integrale tramite un apposito pulsante.
La RAV4 elettrica
Nel 1997, per venire incontro alle politiche governative della California sui veicoli a zero emissioni, viene proposta una versione elettrica della RAV4 ribattezzata EV. Questo modello è inizialmente disponibile solo per il leasing triennale delle flotte aziendali e non può essere venduto al pubblico.
Le differenze estetiche rispetto alla variante normale si concentrano perlopiù nella parte finale delle fiancate, su cui spiccano degli sportellini con la scritta “Electric Vehicle” e nella zona posteriore, caratterizzata dall’assenza della ruota di scorta e del tubo di scappamento. Il pacco batterie utilizza 24 unità NiMH (nichel-metallo idruro) da 12 volt e 95 Ah in grado di immagazzinare 27 kWh di energia. L’autonomia è di 95 miglia; la velocità massima è di circa 137 km/h. Il cambio automatico ha una sola velocità.
A partire da marzo 2002, alcuni esemplari di RAV4 EV vengono resi disponibili al pubblico al prezzo di 42.000 dollari. Le vendite proseguono fino a settembre dell’anno successivo, per un totale di 328 esemplari realizzati per i privati su 1.484 totali.
Oggi la RAV4 prima serie si può facilmente trovare in vendita a cifre contenute e per questo può essere un ottimo investimento sia per chi vuole avvicinarsi al Mondo delle auto d’epoca, sia per chi cerca un veicolo versatile a buon prezzo adatto a molteplici utilizzi.
Nel 1995 la gamma si arricchisce di una nuova versione a passo lungo dotata di cinque porte e di un bagagliaio più generoso: è la nascita di uno dei primi SUV moderni.
I modellini della RAV4
La RAV4 è stata riprodotta in miniatura da diversi marchi modellistici, compresi innumerevoli cloni cinesi senza marca.
Iniziando con la scala piccola, troviamo le proposte della Tomica, che ha realizzato il modello in 1/57 in diverse colorazioni, compresa la livrea della Polizia giapponese. Esistono anche dei set in cui la vettura è presente ed è arricchita da alcuni accessori, come il portapacchi. Le valutazioni variano in base a queste caratteristiche e per un esemplare base completo di scatola, partono dai 30 euro.
Tomica ha riprodotto anche una versione EV della RAV4; gli unici elementi distintivi rispetto alla variante standard sono i loghi dedicati e il colore grigio. Si tratta di un pezzo molto ricercato, disponibile esclusivamente nel set Town Times Parking.
Interessante la proposta della Majorette, che ha realizzato la versione “cabrio” in 1/50 in diverse livree – di fantasia e non – oltre che in abbinamento ad alcuni carrelli, come quello per il trasporto go-kart oppure gommone. Si tratta di pezzi relativamente semplici da trovare e per un esemplare boxato la valutazione può andare dai 5 ai 20 euro a seconda della presenza del rimorchio.
Anche Hongwell-Cararama ha realizzato la RAV4 scoperta, sia nella scala 1/72 che in quella 1/43. Le riproduzioni sono più recenti rispetto a quelle citate fino ad ora e sono molto dettagliate. Le quotazioni sono di circa 10 euro per la versione piccola e di 15 euro per l’altra. I due modelli sono stati venduti anche con il marchio Schuco.
Rimanendo sulla scala 1/43, sono presenti anche le proposte della MTECH Epoch e della Dragon. Entrambi i marchi hanno riprodotto i modelli in versione stradale, ma il primo ha realizzato anche una livrea da rally.
Si tratta di riproduzioni piuttosto fedeli e la MTECH Epoch, al contrario dell’altra, è dotata di tre aperture: cofano e sportelli. In entrambi i casi, la quotazione per un esemplare completo di scatola parte dai 30-35 euro, anche se la Dragon è più difficile da reperire.
Uno dei modellini più accurati della RAV4 è quello realizzato in resina dalla Hi-Story. Si tratta di un pezzo piuttosto ostico da trovare e un esemplare boxato difficilmente scende sotto i 60 euro, ai quali spesso è necessario aggiungere il costo della spedizione dal Giappone o dalla Cina.
La proposta Vitesse ha un ottimo rapporto qualità-prezzo. Il modello presenta diversi dettagli ed è stato realizzato in vari colori; anche le targhe cambiano a seconda della versione. Questa miniatura è stata venduta pure in una confezione specifica per i concessionari europei, più rara di quella standard. Una quotazione attendibile è di circa 30-35 euro per un esemplare boxato; qualcosa in più per quello promozionale. Un piccolo consiglio se siete interessati ad acquistarne uno: prestate attenzione alle ruote, la plastica con cui sono realizzate è soggetta a squagliarsi con il calore.
Leggermente fuori scala, troviamo la riproduzione 1/40 della Sega-Yonezawa, quella 1/36 della Tins Toys e la più recente 1/32 Kinsmart, che ha realizzato la variante “cabrio” sia nella versione base, sia in abbinamento a un surf. Sono modelli piuttosto “giocattolosi”: il primo monta delle ruote maggiorate; gli altri sono a retrocarica. Tutti e tre sono dotati di portiere apribili a cui si aggiunge, per quello Yonezawa e quello Kinsmart, anche il cofano. La quotazione per uno Yonezawa boxato può arrivare a superare i 50 euro, qualcosa in meno per il Tins Toys. Sicuramente il più facile da reperire è il modello Kinsmart, che viene venduto intorno ai 15 euro.
Di una scala simile è la riproduzione della Shinsei, che ha realizzato un RAV4 in plastica, con funzionamento a retrocarica e portiere apribili. Il risultato è decisamente discutibile e fra tutti, si tratta del modellino meno fedele. Se mai voleste acquistarne uno, sappiate che in Europa è introvabile ma è facilmente reperibile in India, dove viene prodotto.
La giapponese Tamiya ha realizzato, infine, una RAV4 motorizzata per la sua celebre collezione Mini 4WD in scala 1/32. Il funzionamento è garantito da due pile AA. La quotazione parte dai 40 euro per un esemplare scatolato.
Arriviamo alla scala 1/24. Per i modellisti più manuali, sono presenti i kit in plastica della Aoshima, che ha realizzato molte versioni della RAV4, oltre a quello della Airfix. Le quotazioni partono dai 35 euro.
Per chi invece preferisce non sporcarsi le mani, esistono due riproduzioni 1/25 “già pronte”: quella della ATL e quella della Sunnyside, che ha realizzato il modello anche in abbinamento a un surf. Nonostante le portiere apribili, si tratta, in entrambi i casi, di riproduzioni piuttosto grossolane, ma non per questo poco quotate: parliamo comunque di cifre che vanno dai 40 euro in su per un esemplare boxato, a patto di riuscire a trovarne uno.
Sfortunatamente, nessun marchio ha realizzato un modellino della RAV4 prima serie in versione cinque porte.
Chiudiamo la rassegna con il consueto pizzico di follia – la cosiddetta “locura” – che contraddistingue questo sito. Esiste un’ultima riproduzione della RAV4, la più insolita e rara di tutte. Parliamo dell’auto a pedali realizzata negli Anni Novanta dalla Toys Toys, marchio del milanese che si erge a vero e proprio pilastro nel settore. L’esemplare nelle foto è uno degli ultimi ritrovamenti di giurally, che ci tiene a precisare, non ne ha mai visti altri prima; d’altronde è abbastanza difficile immaginare un bambino che preferisse un fuoristrada Toyota alla Ferrari o Mercedes di turno, disponibile con tutta probabilità nello stesso negozio di giocattoli. Il modello presenta alcune soluzioni notevoli, come le frecce laterali e le maniglie porte riprodotte ed è stato arricchito con alcune modifiche reversibili per renderlo ancora più fedele all’originale. Il colore blu brillante metallizzato 8K4 mette in risalto gli adesivi dell’epoca e contribuisce a rendere questo “modellone” un pezzo davvero particolare.
Continuate a leggere giurally per altre storie e stranezze!
Di Alessandro Giurelli






























