Donne e Motori: le auto con i nomi femminili
Donne e Motori, un binomio che ha sempre lasciato spazio all’immaginazione, liberando lo sfogo creativo di appassionati, meccanici, designer e ingegneri. E se i motori stessi fossero donne?
Nella Giornata internazionale della Donna, giurally ci tiene a ringraziarle tutte con un articolo speciale. Ecco a voi una carrellata di automobili più o meno famose, ciascuna di esse legata indissolubilmente con l’universo femminile attraverso il proprio nome.
Aurelia
Presentata al Salone dell’Automobile di Torino del ‘50, l’Aurelia berlina (B10) è stata una delle vetture che hanno rivoluzionato il dopoguerra italiano. Prodotta anche in versione Coupé (B20), quella nella foto è una Spider (B24), celebre protagonista del film “Il Sorpasso”. Il nome in realtà non è un omaggio femminile, ma inaugura la serie dei modelli Lancia chiamati come le vie consolari di Roma.
Giulietta
La Giulietta è stato il primo modello Alfa Romeo pensato per una produzione di massa. Presentata al Salone dell’Automobile di Torino del ‘55, il successo è stato immediato e la prima serie è stata prodotta in quasi 132.000 esemplari. È stata la prima auto ad apparire sulla copertina di Quattroruote. Prodotta anche nella versione Spider e Sport Zagato, quella nella foto è una Giulietta Sprint, che – piccola curiosità – ha visto la luce un anno prima della berlina. Il nome si ispira alla celebre tragedia di Shakespeare ed è stato sapientemente scelto in virtù dell’accostamento perfetto con la parola “Romeo”.
Flaminia
Nel ‘56 viene presentata l’erede dell’Aurelia: la Lancia Flaminia. Nel corso della sua lunga carriera, le sue sei versioni hanno portato le firme dei principali designer italiani: oltre alla berlina e Coupé – entrambe disegnate dalla Pininfarina – anche la Sport (firmata Zagato), la GT Coupé (in foto) e Convertibile (entrambe carrozzate Touring) e la Supersport (Zagato). Nel ‘61 sono stati costruiti quattro esemplari presidenziali con il passo allungato ribattezzati Belfiore, Belmonte, Belvedere e Belsito in onore di cavalli purosangue. Ancora oggi sono utilizzati in occasioni speciali dal Presidente della Repubblica.
Sabrina
Progettata da Dante Giacosa, la 600 Multipla è stata una delle vetture più anticonformiste del suo tempo. Presentata al Salone di Bruxelles del ‘56, l’antesignana dei monovolume poteva ospitare fino a sei persone. La sua praticità e lo spazio interno hanno reso la Multipla una delle vetture preferite dai tassisti italiani e ancora oggi il modello continua a essere ricordato come uno dei taxi più iconici del nostro Paese. La Sabrina, disegnata da Fissore, si differenzia dalla versione tradizionale per diverse caratteristiche come i fanali posteriori incorporati in eleganti pinne che si ispirano alle più eleganti Fiat dell’epoca.
Flavia
Presentata al Salone dell’Automobile di Torino del ‘60, la Flavia è stata una delle vetture più innovative di sempre: prima auto italiana a trazione anteriore e dotata di quattro freni a disco di serie. La sua linea eclettica, unitamente alle sue peculiarità interne come lo specchietto con portabollo, il portacenere con accendino incorporato, le plafoniere automatiche, le luci di sicurezza alle portiere, la predisposizione per il montaggio delle cinture di sicurezza, le conferiscono un’immagine unica. Oltre alla berlina, è stata costruita anche in versione Coupé (disegnata da Pininfarina), Sport e Supersport (Zagato) e Convertibile (Vignale).
Jacqueline
La Jacqueline è stata un’imponente fuoriserie disegnata dalla Pininfarina per la General Motors e prodotta in un unico esemplare. Presentata al Salone dell’Automobile di Parigi del ‘61, il modello non era funzionante e aveva uno scopo puramente espositivo. Il nome era un omaggio alla first lady statunitense, Jacqueline Kennedy, il cui stile sarebbe passato alla storia come uno dei più iconici di sempre. Nel ‘91 la vettura è stata completamente riverniciata dal bianco iniziale, in un color oro metallizzato e nel ‘96 è stata resa funzionante.
Giulia
Prodotta tra il ‘62 e il ‘77, la Giulia è stata una delle Alfa Romeo più famose di sempre. Nel corso della sua carriera ha vestito i colori delle forze dell’ordine, che ne hanno apprezzato le prestazioni al vertice della categoria. È stata protagonista indiscussa dei polizieschi all’italiana, che l’hanno resa celebre in tutto il mondo. Oltre alla versione berlina (in foto) è stata commercializzata anche in quella Coupé, Cabriolet, Spider e Familiare. Di quest’ultima è stato prodotto anche un modello speciale furgonato in uso alla Polizia Stradale, ai servizi di assistenza tecnica dei concessionari, alle officine autorizzate e alle squadre corse.
Fulvia
Erede dell’Appia, la Fulvia è entrata in listino nel ‘63, dapprima nella versione berlina, per poi essere affiancata, negli anni successivi, dalla Sport Zagato e dall’iconica Coupé con cui Munari ha vinto il Rally di Monte Carlo del ‘72. Auto di transazione tra le Lancia “pure” e quelle realizzate sotto l’egemonia Fiat, la linea senza tempo di quest’ultima versione, opera della matita di Piero Castagnero, è ispirata al motoscafo Riva.
Eveline
Realizzata sulla meccanica della Fiat 124, la Eveline è una coupé a quattro posti presentata da Vignale al Salone dell’Automobile di Torino del ‘66. Prodotta in circa duecento esemplari fino al ‘69, la vettura è valsa a Vignale il premio Mercurio d’Oro. Nell’ultimo anno di produzione, la gamma si è arricchita della versione Special Export, che montava il motore 1.4 75 cavalli della 124 Special.
Donne e Motori, un binomio che ha sempre lasciato spazio all’immaginazione, liberando lo sfogo creativo di appassionati, meccanici, designer e ingegneri.
E se i motori stessi fossero donne?
Samantha
Parente della Eveline, la Samantha è stata realizzata da Vignale sulla meccanica della Fiat 125. Presentata al Salone dell’Automobile di Torino del ‘67, questo filante coupé è stato prodotto in un centinaio di esemplari, molti dei quali venduti in Francia e in Inghilterra. Caratteristici i fari retrattili ispirati alla Lamborghini Miura.
Dyane
La cugina “borghese” della 2CV è stata lanciata dalla Citroën nel ‘67 con il nome di Dyane. Il disegno della vettura è opera del centro stile Panhard, casa automobilistica entrata nell’orbita della casa del Double Chevron, che di lì a poco l’avrebbe rilevata completamente. L’origine del nome è controversa: c’è chi sostiene che si tratti di un omaggio alla dea romana Diana, ma l’ipotesi più accreditata è che esso sia strettamente correlato alla parola “Dyna”, con cui erano stati ribattezzati due modelli della passata produzione Panhard.
Marica
Nata sul telaio dell’ultima Flaminia GT, la Marica è una one-off realizzata dalla Ghia e presentata al Salone dell’Automobile di Torino del ‘69. In quel periodo, la carrozzeria torinese era passata sotto la proprietà di Alejandro De Tomaso, che riutilizzò il disegno di Tom Tjaarda per altri due modelli: la De Tomaso Longchamp e la Maserati Kyalami. Il suo nome è quello di una ninfa romana.
Helène
Gli anni ‘70 hanno rappresentato per la Citroën un momento di grave difficoltà economica. Politiche aziendali azzardate, come gli investimenti nel motore Wenkel e il rilevamento della Maserati, avevano portato la casa del Double Chevron a trovarsi sull’orlo del baratro. La LN è stato il primo modello del neonato Gruppo PSA, dopo che la Peugeot aveva rilevato parte del pacchetto azionario, salvando la concorrente. Se esteticamente la vettura condivideva i lamierati con la Peugeot 104 tre porte, sotto al cofano si era deciso di montare un bicilindrico derivato dalla 2CV per mantenere intatta l’identità Citroën. Per quale motivo la LN si trova qui? La sigla, pronunciata in francese, si legge Helène, che è il vero nome della vettura.
Clio
Alla fine degli anni ‘80, la Renault si trovava con il difficile compito di mandare in pensione uno dei suoi maggiori successi commerciali: la 5/Supercinque. La nuova vettura, abbandonando la tradizionale denominazione numerica che aveva contraddistinto i modelli della Régie Nationale, è stata ribattezzata Clio, in onore della musa greca della storia. Con cinque serie e tantissime versioni prodotte, la Clio ha saputo raccogliere l’eredità della sua progenitrice e continua ad essere oggi uno dei modelli più venduti della casa francese. In foto, la pepatissima Williams con motore 2.0 da 147 cavalli.
Serena
La Serena è una monovolume realizzata dalla Nissan a partire dal ‘91 in risposta al successo straripante della Espace. Prodotta in cinque serie, nel nostro Paese non ha ottenuto grandi consensi ed è stata ritirata dai listini all’inizio del nuovo millennio, senza troppi rimpianti. Una curiosità che non depone a suo favore: dopo averla provata nella trasmissione Top Gear, il conduttore Jeremy Clarkson l’ha inserita fra le auto più noiose di tutti i tempi, dichiarando che avrebbe avuto bisogno di almeno 44 pagine per giustificare la sua scelta.
Elise
Nei primi anni Novanta la Lotus si trova in gravi difficoltà economiche e viene acquistata dalla Autoexpò di Bolzano, che incarica Romano Artioli di sviluppare una vettura leggera e minimalista, che possa incarnare la filosofia originale di Colin Chapman. Nel ‘96 vede la luce la Elise, così chiamata in omaggio alla nipote dell’imprenditore italiano: una spider a due posti con motore centrale e trazione posteriore destinata a entrare nel cuore degli appassionati. La linea è frutto della matita di Julian Thomson, che nel disegnarla si ispira alla Dino 264. Con tre serie prodotte e molte versioni speciali (in foto la bellissima Type 49), la Elise è l’auto simbolo della rinascita Lotus.
Bella
La Bella è una concept-car Alfa Romeo presentata al Salone dell’Automobile di Ginevra del ‘99. Il prototipo è stato studiato per gettare le basi di una versione coupé della 166, dal quale riprendeva il 3.0 V6 Busso. La linea è opera di Bertone, che ha adottato alcune soluzioni aeronautiche nella progettazione della vettura, come il parabrezza integrato nei finestrini laterali. La carrozzeria è una 2+2 con la possibilità di abbattere i sedili posteriori per ricavare ulteriore spazio.
Silvia
Silvia è il nome con cui è stata indicata una serie di coupé prodotte dalla Nissan fino al 2002. La prima apparizione è avvenuta al Salone dell’Automobile di Tokyo del ‘64, con la presentazione di una vettura sinuosa su base Fairlady. Con sei serie prodotte in quasi quarant’anni, la Silvia è stato uno dei modelli più longevi della casa del Sol Levante e ha fatto innamorare tutti gli appassionati di auto JDM. In foto, l’ultima generazione prodotta, la S15.
Auguri a tutte le donne, che ogni giorno ispirano le nostre bellissime macchine.
Di Alessandro Giurelli


















