Il fascino della Cinesina

Il 1992 è l’anno di due grandi accadimenti per l’Autobianchi: chiude lo storico stabilimenti di Desio e viene presentata la terza serie della Y10.

Il nuovo modello è riconoscibile per alcuni accorgimenti stilistici che lo ammorbidiscono nelle linee, pur mantenendo la caratteristica forma a cuneo della vettura originale. Le principali differenze riguardano i gruppi ottici anteriori e posteriori, che vengono assottigliati e slanciati, valendo alla nuova Autobianchi il soprannome di “Cinesina”.

Anche la calandra viene ridisegnata per incarnare meglio il family feeling Lancia del periodo, richiamando in particolare i tratti della Dedra. Nuovi sono pure gli specchietti retrovisori, i tergicristalli e i paraurti, con quello posteriore che ora ospita l’alloggiamento per la targa, precedentemente collocata in mezzo ai fari.

Anche i loghi identificativi vengono spostati, con la rimozione delle targhette sul portellone e l’aggiunta dei fregi sui paraurti laterali, accanto ai ripetitori di direzione, oltre a quello sulla griglia anteriore.

Altrettanto significative sono le modifiche all’interno: cruscotto, volante, sedili e pannelli porta vengono rinnovati nel design e anche i tessuti sono inediti. Le chiusure centralizzate e gli alzacristalli elettrici sono ora di serie su tutta la gamma, con i compassi posteriori sempre disponibili come optional.

Fra gli accessori, compare per la prima volta l’aria condizionata, così come la regolazione del supporto lombare del sedile del guidatore, la regolazione elettrica dei retrovisori esterni e l’impianto radio con comandi al volante.

La gamma 1992

Alla presentazione della nuova Y10, cinque sono gli allestimenti previsti: quello base è equipaggiato con il 1108 cm³ Fire con iniezione elettronica Bosch Monomotronic da 50 cavalli. Trattandosi della versione entry level, sono presenti diverse semplificazioni interne: come da tradizione, il cruscotto è privo di sportelli portaoggetti e non è previsto l’Alcantara fra i tessuti, che sono specifici, così come i copricerchi.

La Y10 Elite va a sostituire le precedenti LX. Questo allestimento è riconoscibile all’esterno per le coppe ruota specifiche (a richiesta sono disponibili anche i cerchi in lega a otto razze da 14 pollici), mentre all’interno troviamo – come nella migliore tradizione Lancia – un generoso impiego dell’Alcantara. Due le motorizzazioni disponibili: accanto al 1.1 base, è infatti disponibile anche il 1297 cm³ da 72 cavalli che era montato sulla precedente GT i.e. Disponibile anche la variante Selectronic con cambio automatico ECVT a variazione continua dei rapporti.

Viene riproposta anche la Avenue, presentata per la prima volta come versione speciale della Y10 seconda serie. L’allestimento si pone al top di gamma e riprende tutte le caratteristiche che lo contraddistinguevano, con selleria in Alcantara specifica e tinte inedite con portellone “tono su tono”. I copricerchi rimangono gli stessi della serie precedente, così come la targhetta identificativa che, al contrario degli altri allestimenti, viene alloggiata sul portellone. Pure la Avenue, come la Elite, è disponibile con cambio automatico Selectronic. Questo allestimento è disponibile sia con il 1.1 che con il 1.3, entrambi a iniezione. La dotazione rimane pressoché invariata rispetto alla Avenue 1.1, con l’eccezione del contagiri di serie.

L’ultima versione prevista al lancio della Y10 terza serie è la 4WD, di cui giurally ha già parlato nell’articolo dedicato.

Nel settembre 1993 ritorna a listino la Y10 Mia, anch’essa inizialmente presentata come versione speciale sulla precedente serie. Il nuovo modello è immediatamente riconoscibile per l’inedito portellone verniciato con la tecnologia “Cubic Printing System” che permette di ottenere macchie colorate stampate con speciali inchiostri appositamente preparati su un film di supporto PVA.

Data la natura di questo procedimento, tra un portellone e l’altro sono riscontrabili lievi differenze di tono e di disegno, che rendono la colorazione di ogni vettura davvero unica.

Gli interni della nuova Y10 Mia non sono in Alcantara, come sulla serie precedente, ma in tessuto Jacquard, che riprende gli stessi colori del portellone. I colori esterni sono specifici di questo modello e sono quattro: Rosso Coventry, Verde Derby, Blu Madras e Nero (Black).

La gamma 1994

Nei primi mesi del 1994 la gamma Y10 viene aggiornata con nuovi nomi e nuovi allestimenti. La entry level viene ribattezzata Junior, mentre la 4WD assume la denominazione Sestrieres, in omaggio al valico alpino. Il cambio automatico viene reso disponibile solamente nella versione Ville. L’Igloo, infine, è caratterizzata dal climatizzatore e dai vetri atermici di serie. La Elite e la Avenue rimangono inalterate. Su tutti i modelli, le targhette identificative tornano sul portellone e alcune presentano sfondi colorati o disegni che identificano la versione.

Si tratta di allestimenti semplificati, con rivestimenti interni inediti ma solamente in tessuto e con il cruscotto privo di sportelli per i cassetti portaoggetti. La motorizzazione 1.3 i.e. viene tolta dal listino, lasciando la 1.1 i.e. come unica opzione.

Nello stesso anno vengono introdotti a listino i motori “Europa”, realizzati per conformarsi alla direttiva comunitaria per ridurre le emissioni. Accanto alla normale Fire, viene resa disponibile la nuova Fire “Europa” motorizzata con lo stesso 999 cm³ della versione standard, su quale viene aggiunto l’ecobox. A partire da gennaio 1990, tutti gli allestimenti della Y10 vengono resi disponibili con catalizzatore.

Nel 1991, prima di lasciare il testimone alla terza generazione, la dotazione di serie di tutta la gamma italiana viene arricchita di alzacristalli elettrici anteriori, chiusura centralizzata, attacco regolabile in altezza delle cinture di sicurezza anteriori e cinture di sicurezza posteriori.

La nuova Y10 è riconoscibile per i gruppi ottici anteriori e posteriori, che vengono assottigliati e slanciati, valendole il soprannome di “Cinesina”.

La fine di un’epoca

Il 1995 è l’ultimo anno di produzione della Y10: i motori 1.1 i.e. vengono aggiornati per rientrare nella normativa Euro 2 e guadagnano quattro cavalli di potenza, arrivando a 54 cv. Viene anche adottato l’interruttore inerziale, posizionato in vista, subito sotto il cassetto portaoggetti, sopra il passaruota lato passeggero.

Le versioni Elite e Mia escono dal listino e il pensionamento della Y10 è ormai alle porte. Nel dicembre del ‘95 la presentazione della nuova Lancia Y mette insieme fine alla carriera della Y10 e a quella dell’Autobianchi, che viene smantellata per volere del Gruppo Fiat.

A pochi mesi di distanza dal festeggiamento della milionesima Y10 prodotta, si chiude un’epoca.

I modellini della Y10 terza serie​

Purtroppo, l’unico modellino esistente della Y10 terza serie è quello P.B. Model; si tratta di una miniatura 1/43 in resina realizzata dal modellista romano Pilade Barabotti negli Anni Novanta e venduta sia come kit da assemblare, sia come modello già montato. Data la natura artigianale e la diffusione limitata, si tratta oggi di un pezzo molto raro, anche se non particolarmente ricercato; per questi motivi, non è possibile restituire una valutazione attendibile.

giurally ha fatto prima a farsi realizzare un esemplare su misura da un amico modellista, che è partito da una prima serie della Polistil per realizzare una Mia in scala 1/25. Si tratta di un esemplare unico, oltre che uno dei pezzi preferiti della sua collezione.

Di Alessandro Giurelli