Quattr’occhi con tanta grinta: le 916 di Fumia
Gran Turismo Veloce, in sintesi GTV: una sigla storica che racchiude al suo interno tutta l’essenza Alfa Romeo. Siamo nella seconda metà degli Anni Ottanta quando iniziano gli studi per un erede dell’ultimo modello – evoluzione dell’Alfetta GT – ma la gestazione è stata lunga. Il progetto 916 prevede la realizzazione di una coupé, dallo stile sportivo e avveniristico, con la classica impostazione tutto avanti del motore e della trazione, capace di raccogliere il retaggio delle iconiche Alfa del passato.
Il design
Disegnate da Enrico Fumia per il centro stile Pininfarina e presentate al salone di Ginevra del 1994, le 916 GTV e Spider sono due vetture fuori dal tempo, con linee moderne e in grado di richiamare i tratti delle sportive che hanno reso celebre il marchio del Biscione in tutto il Mondo. Nella parte anteriore risaltano immediatamente i quattro fari tondi, che rimandano alle varie Giulia, 1750 e Alfetta GT.
In realtà i gruppi ottici sono inglobati nel cofano, creando l’illusione di quattro luci separate quando invece sono composti da due soli fanali Hella. Questa soluzione, così come quella del fascione posteriore, è stata ripresa dal prototipo 164 Proteo del 1991, che a sua volta si ispira all’Audi Quartz disegnata dallo stesso Fumia nell’81.
Lo scudetto Alfa Romeo è stretto e si integra perfettamente nel frontale, da cui partono delle nervature a V che si sviluppano sul cofano. Il classico profilo a cuneo è caratterizzato dalle profonde scanalature diagonali che corrono lungo le fiancate. Nel posteriore trova posto un unico faro orizzontale che arricchisce la coda, realizzata in maniera tronca per ottimizzare il cx, che è di 0,32.
Anche internamente i richiami alla tradizione sono evidenti: il tachimetro e il contagiri sono inglobati in apposite cornici “a cannocchiale”, così come gli indicatori presenti nel mobiletto centrale. Sulle versioni di punta i sedili e il volante, oltre che il pomello del cambio, sono in pelle.
La meccanica e i motori
Il telaio, sviluppato sul pianale “Tipo 2”, è caratterizzato da una notevole rigidità torsionale e unitamente alle leghe di alluminio e magnesio utilizzate per i componenti, garantisce standard di sicurezza elevati per i tempi. I montanti del parabrezza sono stati studiati e realizzati in maniera da ovviare al roll-bar sulla Spider.
A completare le dotazioni di sicurezza troviamo i doppi airbag, le cinture con pretensionatori, le portiere con barre antintrusione e un sistema antincendio FPS. Il serbatoio del carburante è di dimensioni generose (74 litri) ed è collocato dietro ai sedili posteriori. Si tratta di soluzioni pensate per superare i severi crash-test nordamericani e permettere quindi l’esportazione della vettura anche negli Stati Uniti.
Sia la GTV che la Spider prevedono il 2.0 16V Twin Spark aspirato da 150 cavalli come motorizzazione base. Inizialmente per la sola GTV, ma a partire dal ‘99 anche per la Spider, viene reso disponibile il 2.0 V6 Busso sovralimentato da 202 cavalli, dotato di un dispositivo overboost capace di fornire una potenza e una coppia motrice incrementata durante un intervallo temporale stabilito dalla centralina. La Spider può essere equipaggiata pure con il più tranquillo 3.0 V6 12V aspirato da 192 cavalli. Le prestazioni sono piuttosto vivaci e superano abbondantemente i 200 km/h fino ad arrivare a 235 km/h per il V6 sovralimentato. A partire dal 1997 sulla GTV viene proposto anche il 3.0 V6 Busso aspirato con 24V e 220 cavalli (poi scesi a 218) in grado di raggiungere i 240 km/h.
L’impianto frenante è composto da quattro freni a disco ed è dotato di ABS di serie. Le sospensioni anteriori sono di tipo MacPherson, mentre posteriormente trovano posto quattro bracci multipli, secondo lo schema Multilink. Entrambi gli assali sono datati di barre antirollio.
Il risultato è entusiasmante: due vetture ottimamente bilanciate, divertenti da guidare e capaci di trasmettere un elevato piacere di guida; la GTV è stata definita da Jeremy Clarkson come una delle migliori sportive dei suoi tempi.
Il restyling del ‘98
Nel 1998 le 916 vengono sottoposte a un restyling piuttosto corposo: internamente vengono sostituiti la plancia e il tunnel centrale, inserendo anche un bracciolo con portaoggetti. La strumentazione viene rivista, aggiungendo diversi indicatori supplementari e adottando la colorazione alluminio per alcuni inserti. Le bocchette di aerazione sono ridisegnate secondo una forma tondeggiante invece che trapezoidale. La selleria presenta ora una più vasta scelta fra tipologie e colori di pelle.
Accanto ai vari optional, troviamo delle modifiche anche dal punto di vista della sicurezza: viene installato un nuovo ABS con ripartitore di frenata e sui modelli di punta viene reso disponibile il servosterzo ad assistenza variabile in base alla velocità.
All’esterno la mascherina Alfa presenta ora una cornice cromata e la parte bassa della carenatura viene verniciata nella tinta della vettura invece che in nero. I passaruota vengono allargati per ospitare cerchi e pneumatici di maggiori dimensioni e dal ‘99 viene messo in catalogo anche un bodykit aerodinamicorealizzato in collaborazione con Zender. La gamma dei colori si arricchisce con delle inedite vernici multistrato.
Vengono presentate, infine, delle nuove motorizzazioni: come base viene introdotto un 1.8 Twin Spark da 144 cavalli; la potenza del 2.0 sale a 155 cavalli e il 3.0 V6 Busso 24V viene proposto anche con la sesta marcia.
Nel ‘99 Alfa Romeo da inizio al campionato monomarca per la versione coupé della 916, denominato “GTV Cup”. Le iscrizioni sono aperte alle GTV con motorizzazione Busso, sia aspirata che turbo. Per l’occasione la casa di Arese realizza una versione celebrativa della vettura equipaggiata con il 2.0 Twin Spark per l’Italia e con il 3.0 V6 24V Busso per l’estero. La Cup monta di serie il kit aerodinamico, i Teledials della Speedline da 17 pollici, l’impianto frenante Brembo (all’anteriore), i sedili dedicati in pelle e stoffa. La strumentazione è caratterizzata da cornici cromate e sulla plancia spicca la placca con il numero seriale.
Le 916 GTV e Spider sono due vetture fuori dal tempo, con linee moderne e in grado di richiamare i tratti delle sportive che hanno reso celebre il marchio del Biscione in tutto il Mondo.
Il nuovo millennio
Nella primavera del 2003 le 916 vengono interessate da un nuovo restyling curato da Pininfarina. Viene ridisegnata la mascherina Alfa Romeo che appare ora più allungata e slanciata per restituire un maggiore family-feeling con il resto della gamma. All’interno vengono effettuate delle lievi modifiche come la luce rossa al posto di quella verde per l’illuminazione dei comandi, un nuovo fondoscala del tachimetro e l’aggiunta di alcuni pulsanti.
Vengono introdotte due nuove motorizzazioni: il 2.0 JTS da 165 cavalli e il 3.2 V6 24V da 240 cavalli. Quest’ultima versione della 916 è stata l’Alfa Romeo di serie più veloce di sempre fino all’avvento della 8C.
Con più di 80.000 esemplari prodotti in poco meno di dieci anni, le 916 sono state le ultime Alfa Romeo a essere prodotte ad Arese. Hanno riscosso un buon successo commerciale, raggiungendo livelli di vendita che non sono stati eguagliati dalle Brera/Spider chiamate a sostituire i due modelli.
Oggi sono sicuramente due youngtimers da tenere sott’occhio: a seconda della versione, le quotazioni per un modello in buone condizioni vanno dagli 8.000 ai 18.000 euro per la GTV e dai 10.000 ai 25.000 euro per la Spider.
Le 916 in miniatura
Diversi sono stati i marchi modellistici che hanno realizzato le Alfa 916 in miniatura negli anni, al punto che è necessario fare una distinzione fra giocattoli, modellini da negozio e kit di montaggio.
Iniziando dalle scale più piccole, la tedesca Schuco ha riprodotto la Spider in versione restyling ‘03 nella minuscola 1/87; Welly l’ha invece proposta nella prima versione del ‘95 in 1/60. Trattandosi di giocattoli, le quotazioni sono piuttosto basse, intorno ai 10 euro.
Nella stessa scala, infine, la giapponese Kyosho ha realizzato la un modello più dettagliato della GTV ’03: il prezzo è di circa 20 euro.
La 1/43 è sicuramente la categoria in cui c’è una maggiore abbondanza di modelli: partendo dai giocattoli, le cinesi Welly e New-Ray hanno proposto (anche in scala 1/32–1/36) la Spider prima serie (5-10 euro); le francesi Solido e Norev hanno realizzato sia la GTV che la Spider del 2003. Queste ultime sono realizzazioni piuttosto semplici e molto diffuse, a metà fra giocattoli e modellini da negozio, di conseguenza i prezzi si aggirano intorno ai 15 euro per le prime (20 se dotate di cofanetto promozionale Alfa Romeo) e di 25 euro per le seconde.
Anche la tedesca Minichamps ha proposto le due Alfa in differenti tinte originali e in tiratura limitata. Trattandosi di modelli da collezione, i prezzi sono più alti, fra i 35 e i 50 euro, ma il prestigio del marchio non traspare appieno in queste riproduzioni, che nel frontale non sembrano essere molto convincenti.
La rassegna delle 1/43 si conclude con i modelli in resina. Le 916 sono state vetture che hanno affascinato molte aziende modellistiche e per questo motivo abbiamo una vasta gamma di miniature appartenenti a questa categoria. Si tratta di riproduzioni ormai obsolete e di difficile reperibilità, una quotazione precisa non è quindi attendibile.
Iniziamo con due marchi italiani: il primo è Giocher, piccola azienda milanese che nella seconda metà degli Anni Novanta e nei primi Anni Duemila ha realizzato varie versioni in resina della GTV e della Spider prima serie. Trovarne una fra i 30 e i 40 euro è un buon affare; per la Cup stradale – più rara – il prezzo sale.
Il secondo è Top Model, che ha realizzato la GTV stradale in versione restyling ‘98. È un modello più diffuso e si può acquistare con una cifra più bassa di quello Giocher.
Procediamo con i kit di montaggio: in questo caso la bontà delle realizzazioni è soggetta alla bravura del modellista; anche il prezzo varia di conseguenza.
La francese Provence Moulage ha prodotto in resina entrambe le 916 del ‘95, ma il vero plauso sta nell’aver realizzato anche la Conrero Challenge, una versione speciale della 3.0 V6 preparata dalla famosa officina italiana e in grado di erogare 280 cavalli. Il modello è estremamente raro ed è facilmente riconoscibile dal bodykit dedicato, con tanto di alettone posteriore in stile Cosworth.
Lo stesso modello è stato realizzato anche dall’italiana Tron e le caratteristiche sono similari.
La BBR di Saronno ha realizzato un kit inedito: quello della “Monospider”, una barchetta da corsa rimasta allo stadio di prototipo. Il modello, in resina, è raro quanto la vettura vera e così come la Conrero Challenge, una quotazione fedele non è possibile da dare.
La Racing 43 di Santhià, infine, ha prodotto la GTV sia in versione stradale che in versione Cup trofeo. Anche questi sono kit in resina datati e di difficile reperibilità.
Passando alle scale più grandi, le uniche riproduzioni in 1/24 sono quelle della giapponese Tamiya, che ha proposto la GTV prima serie in un kit di montaggio in plastica e quella della Welly, che ancora una volta ha realizzato un modello in metallo della Spider del ‘95. Trattandosi di un pezzo fuori commercio e ormai datato, i prezzi del primo sono soggetti a diverse oscillazioni e variano dai 40 agli 80 euro per un esemplare da montare. Il secondo modello può essere acquistato fra i 20 e i 30 euro.
Infine, nella scala 1/18 troviamo le realizzazioni della cinese Maisto, che ha proposto la Spider ‘95 in contemporanea con il modello vero e quella della francese OttO Mobile che ha prodotto la GTV in versione 3.0 V6. La prima è una miniatura di larga diffusione, nata come giocattolo ma dalle caratteristiche interessanti grazie alle sue quattro aperture e alle linee piuttosto fedeli. La quotazione varia fra i 20 e i 40 euro a seconda del colore. La seconda è una riproduzione in resina e pertanto non è apribile. Complice la tiratura limitata a 999 esemplari e il fatto che i modelli sono tutti sold-out, i prezzi sono soggetti a speculazioni più o meno elevate. Oggi è difficile trovarne uno a meno di 200 euro.
Anche se non può essere considerata un modellino a tutti gli effetti, una riproduzione molto particolare della Spider prima serie è quella della Toys Toys, che negli Anni Novanta ha realizzato una simpatica macchinina a pedali per bambini.
Indovinate quale ha giurally?
Di Alessandro Giurelli














































